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    COME PERDERE 10 KG IN POCHE SETTIMANE

    La domanda più frequente che ci viene posta è: “Quanti chili posso perdere con Anadepis?”
    Anadepis, come dimostrato dallo studio del dott. Serpe, è un prodotto efficacissimo per il dimagrimento, essendo un integratore alimentare 100% naturale che può essere utilizzato in abbinamento a qualsiasi dieta ipocalorica per stimolare l’azione saziante e depurativa. Per poter però rispondere correttamente alla domanda “Quanti chili posso perdere con Anadepis?”, è necessario fare qualche premessa.
    Il problema dei “chili di troppo” è un disagio che affligge un’ampia fetta di popolazione, specie nel periodo estivo. Tuttavia, a volte si tende a confondere l’eccesso adiposo “estetico” con quello reale, ossia quello derivante dal sovrappeso causato dalle malattie metaboliche, che è nocivo per la salute. Spesso, quindi, il desiderio di perdere peso risponde soltanto a una mera necessità estetica, sia per le donne che per gli uomini. Va considerato, inoltre, che ogni organismo, essendo differente, può reagire diversamente rispetto all’azione intrapresa in funzione dell’obbiettivo prefissato al momento in cui ci si è “messi a dieta”.
    Realisticamente, un buon risultato è quello di perdere fra il 10-15% del proprio peso corporeo in un lasso di tempo di 2/3 mesi. E’ scientificamente provato, infatti, che un dimagrimento corrispondente al 10-15% del peso corporeo può migliorare sensibilmente importanti parametri quali pressione alta, ipercolesterolemia, trigliceridi alti e iperglicemia. Volendo fare un esempio pratico: una donna alta 160 cm e che pesa 72 kg avrà come obbiettivo realistico (e raggiungibile) di dimagrimento quello di perdere fra i 7 ed i 10 kg.

    COME CALCOLARE I CHILI DA PERDERE?

    Innanzitutto, per stabilire i chili necessari da perdere occorre individuare il peso di partenza. Un buon metodo è quello di calcolare il BMI, ossia l’indice di massa corporea. Il BMI definisce se un essere umano adulto (NON atleta) rientra in una delle seguenti categorie: sottopeso, normopeso, sovrappeso (non patologico), obesità (patologica). Per ottenere il proprio BMI, è sufficiente dividere il proprio peso (in Kg) con il quadrato dell’altezza espressa in metri: BMI = [Peso in kg/ Statura m2]

    Il risultato ottenuto, ovvero il coefficiente, è da inserire in un’apposita graduatoria di valutazione.

    Valutazione dell’indice di massa corporea (BMI)
    Valutazione Coefficiente
    Sottopeso Fino a 18,4
    Normopeso 18,5 – 24,9
    Sovrappeso 25,0 – 30,0
    Obesità Da 30,1

     

    Riprendendo il nostro esempio precedente, se il peso di una donna è di 72 kg e la sua altezza è di 160 cm, il suo BMI è:

    72/ (1,60 x 1,60) = 28.12 kg/m2 .

    Il suo peso corporeo si colloca, quindi, nella fascia “SOVRAPPESO” e il suo obbiettivo realistico sarà quello di perdere fra i 7 ed i 10 kg in 2/3 mesi.

     

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    COME PERDERE 10 KG IN POCHE SETTIMANE

    Una volta stabilito il nostro obbiettivo, dovremo pianificare un piano di dimagrimento.

    Sarà innanzitutto necessario che l’organismo vada ad intaccare le riserve di grasso a scopo energetico. Contemporaneamente, dovremo essere bravi ad evitare accumulo adiposo tramite la nostra alimentazione.

    Generalmente, si possono scegliere due strade:

    1. Veloce ma impegnativa: consiste nel perdere peso seguendo uno schema nutrizionale abbastanza estremo, privo di qualunque piacere alimentare, che consente di eliminare l’eccesso adiposo nel minor tempo possibile. E’ molto debilitante e molto spesso sfocia nel cosiddetto “effetto-boomerang”, cioè con il recupero dei chili persi con gli interessi. Non è, quindi, una scelta consigliabile.
    2. Lenta e progressiva: consiste nel dimagrire seguendo una dieta equilibrata, accompagnata da una moderata ma costante attività fisica, caratterizzata da un taglio dell’apporto calorico di non oltre il 30% sull’energia totale. In questo modo, i kg possono essere smaltiti in qualche settimana, senza però ripercussioni nello stile di vita. E’ il sistema meno debilitante e senza dubbio il più consigliabile.

    Una dieta equilibrata, lenta e progressiva, prevede di adeguare il proprio regime nutrizionale ai seguenti requisiti:

    • Apporto energetico ipocalorico: corrisponde al 70% circa dell’energia totale normalmente prevista, ovvero quella che permette di rimanere stabile con il peso;
    • Ripartizione equilibrata dei nutrimenti energetici: lipidi 25-30% (rapporto acidi grassi saturi/insaturi 1/4); proteine circa 0,8-1,5 g/kg di peso fisiologico, delle quali 1/3 ad alto valore biologico; carboidrati per l’energia rimanente, con massimo il 10-16% da zuccheri semplici.
    • Apporto adeguato di minerali, vitamine, fibre (circa 30 g giornalieri) e colesterolo (< 300 mg quotidiani) rispettando le razioni raccomandate, specifiche per età, sesso e condizioni fisiologiche o patologiche.

    ESEMPIO DI DIETA IPOCALORICA PER PERDERE 10 KG IN POCHE SETTIMANE 

    L’esempio che andremo ad indicare non contempla l’eventualità di intolleranze alimentari o specifiche sensibilità ad alcuni alimenti.. In questi casi, è sempre consigliabile farsi assistere da uno specialista della nutrizione.

    Ad ogni modo, nel caso in cui non ci sia la possibilità di essere seguiti da un nutrizionista/dietista, prima di iniziare a “diminuire le calorie” dovremo arrivare a correggere la nostra abituale alimentazione, dandole alcune regole fondamentali:

    • Il numero dei pasti giornalieri deve essere all’incirca di 5: colazione, due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio), pranzo e cena.
    • L’apporto energetico e l’entità calorica dei pasti devono rispettare, grosso modo, questa ripartizione: colazione 30% delle calorie, spuntini 5%, pranzo 35% e cena 25%;
    • Per frequenza di consumo e porzione degli alimenti, i cibi devono avere una giusta rotazione e varietà.

     

    Al termine di questa fase e solo dopo aver appurato che il peso rimane stabile, andremo a ridurre proporzionalmente le calorie, variando gli alimenti, modificando il quantitativo di fibre, il livello di scrematura dei latticini, la quantità dei condimenti o semplicemente la porzione.

    Un ottimo spunto può essere dato dalla tabella sottostante, che rappresenta una “giornata tipo” di una dieta ipocalorica con riduzione calorica del 30%:

    DIETA NORMALE = 2350 kcal

    Colazione  

    Latte di vacca intero        250 ml (1 tazza)

    Biscotti        40 g (8 biscotti)

    Spuntino

    Banana        200 g (1 banana grande)

     

    Pranzo       

    Pasta al pomodoro

    Pasta di semola      100 g

    Passata di pomodoro       100 g

    Grana 10 g (1 cucchiaio)

     

    Uovo sodo e patate lesse

    Uovo, intero 50 g

    Patate 200 g (circa 1 patata)

     

    Pane di frumento   50 g (2 fette)

    Olio di oliva extravergine         20 g (2 cucchiai)

    Spuntino

    Yogurt di latte intero       125 g (1 vasetto)

     

    Cena

    Riso bollito

    Riso bianco 90 g

     

    Bistecca di maiale e melanzane alla piastra

    Lombo di maiale   100 g

    Melanzane   200 g

     

    Pane di frumento   50 g

    Olio di oliva extravergine         20 g

    DIETA IPOCALORICA 70% = 1640 kcal

    Colazione  

    Latte di vacca scremato   250 ml (1 tazza)

    Muesli         30 g (6 cucchiai)

    Spuntino

    Mela  150 g (1 mela)

     

    Pranzo       

    Pasta al pomodoro

    Pasta di semola integrale 80 g

    Passata di pomodoro       100 g

    Grana 5 g (1 cucchiaino)

     

    Uovo sodo e insalata

    Uovo, intero 50 g

    Lattuga        70 g

     

    Pane di frumento integrale        50 g (2 fette)

    Olio di oliva extravergine         20 g (2 cucchiai)

    Spuntino

    Yogurt di latte scremato  125 g (1 vasetto)

     

    Cena

    Patate lesse

    Patata 200 g

     

    Bistecca di pollo e melanzane alla piastra

    Petto di pollo         100 g

    Melanzane   200 g

     

    Pane di frumento integrale        50 g

    Olio di oliva extravergine         20 g

     

    A questo punto, assumendo regolarmente una compressa di Anadepis prima dei pasti principali (2/3 capsule al giorno) e mantenendo un’attività fisica regolare (come, ad esempio, camminare a passo svelto quotidianamente per almeno 30 minuti), proseguiremo la dieta fino al raggiungimento del risultato.

    Vedrete che l’obbiettivo dei 10 kg sarà raggiungibile in un arco di 8/12 settimane.

    (altro…)

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    PRIMI CALDI: 10 CONSIGLI ALIMENTARI PER NON SOFFRIRE IL CAMBIO DI STAGIONE

    Ogni anno, con l’arrivo dei primi caldi si ripresentano una serie di piccoli malesseri fisici per il nostro corpo. Nulla di grave, visto che si tratta spesso solo di disturbi passeggeri, fisiologici dell’arrivo della “bella stagione” e della necessità dell’organismo di adattarsi al cambiamento in corso. Tuttavia, la sensazione di maggiore vulnerabilità derivante dal senso di fiacchezza sonnolenza, da improvvisi mal di testa, da redenzione idrica e gonfiore è molto comune in questo periodo. Cosa fare, dunque, per far fronte a questi malesseri, alleviarli o prevenirli?

    Il nostro primo e più efficace strumento a disposizione è senza dubbio l’alimentazione. Specialmente in questa fase dell’anno, difatti,  diventa fondamentale la scelta dei cibi che, in virtù dei primi tepori, devono essere nutrienti ma leggeri, idratanti ed al contempo energizzanti.

    Su quali puntare, dunque?

     

    10 SEMPLICI CONSIGLI ALIMENTARI PER NON SOFFRIRE IL CAMBIO DI STAGIONE

    1. TANTA VERDURA E ORTAGGI DI STAGIONE. Fate la scorta di pomodori, radicchio, carciofi, carote, finocchi, favette e cavoli. Assicuratevi che siano prodotti freschi di stagione (e non di serra), così da fare il pieno di vitamine e minerali 2/3 volte al giorno, come previsto nella dieta mediterranea. In questo modo, garantirete al vostro organismo i benefici dell’effetto antiossidante delle sostanze nutritive dei vegetali, rinforzandone il sistema immunitario.
    2. CARNE MAGRA E COTTURE LIGHT. Scegliete tagli magri, come pollame e carni bianche (il coniglio, ad esempio), ma anche breasola e prosciutto crudo. Optate per una cottura alla piastra, al vapore oppure al forno, abbinando la carne ad un’insalatona con poco condimento: vi assicurerete il giusto apporto di ferro e proteine nobili. E se la carne “stufa”? Nessun problema, l’alternativa sono le uova!
    3. PESCE A VOLONTA’. Con il caldo aumenta la necessità di una botta di energia? Non indugiate, optate per il pesce, di qualsiasi tipo. Anche quello meno nobile, o “grasso” come il salmone, è sempre ricco di fosforo e omega 3, elementi che fan sempre bene e ancora di più quando l’arsura sfianca. Inseritelo nella vostra dieta, anche più volte a settimana, scegliendo cotture light ed evitando i fritti.
    4. FRUTTA FRESCA DI STAGIONE IN ABBONDANZA. L’estate alle porte rappresenta un’esplosione di colori che arricchiscono la nostra tavola. Albicocche, ciliegie, fichi, melone, mirtilli, kiwi, pesche e prugne sono tutti frutti tipici di questo periodo, succosi e ricchi di vitamine e sali minerali utili ad equilibrare l’idratazione dell’organismo. Menzione speciale per le susine, che contengono vitamina A e potassio, nonchè un elevato contenuto di fibre utili a regolare l’attività dell’intestino.
    5. NON RINUNCIARE ALLA PASTA. Ok che l’ansia per la “prova costume” porta a ridurre l’apporto di carboidrati nella dieta, ma ciò non significa che la pasta vada totalmente eliminata. Difatti, i carboidrati della pasta sono complessi e ci forniscono energia a lungo termine, proprio quello di cui abbiamo bisogno in questa fase dell’anno. Piuttosto che rinunciarvi, contenete le porzioni (max. 100 gr) e conditela con leggerezza (un classico sugo di pomodoro fresco e basilico, ad esempio, senza l’aggiunta di parmigiano).
    6. GELATO…PERCHE’ NO?. Il gelato è un ottimo “integratore alimentare”, in quanto ha una funzione energizzante ed induce una sensazione di sazietà. Dal punto di vista nutrizionale, è un alimento molto equilibrato. Difatti, in un gelato alla frutta c’è presenza di fattori vitaminici e antiossidanti. In un gelato alla crema, invece, c’è lo stesso apporto di proteine, zuccheri e grassi che si avrebbe mangiando un panino o un primo piatto. Inoltre è molto facile da digerire, il che di certo non guasta.
    7. BERE TANTA, TANTISSIMA ACQUA. Come il motore di una macchina necessita di olio per lubrificarsi, così il nostro organismo necessita di reintegrare i liquidi che espelle con il caldo. Lasciate stare le bevande gassate: non dissetano, apportano calorie vuote e sono ricche di sostanze che appesantiscono i reni, danneggiano il pancreas e procurano bruciore di stomaco. Al contrario, l’acqua è un vero toccasana. Cerchiamo di berne almeno 8 bicchieri al giorno, possibilmente naturale.Ricordate: mai meno di un litro e mezzo al giorno.
    8. TISANE E CENTRIFUGATI DI FRUTTA IN ALTERNATIVA ALL’ACQUA. Come alternativa all’acqua possiamo optare per le tisane rinfrescanti (ad esempio alla menta), da preparare e lasciare in fresco, oppure per i succhi e i centrifugati freschi di frutta e verdura senza zuccheri aggiunti. Ci idratano, ci rinfrescano e ci appagano: provare per credere.
    9. PROSIT! Diciamocelo: sedersi a tavola con altre persone rappresenta l’occasione per recuperare un’atmosfera gioviale e rilassata. Quale miglior “lubrificante sociale”, quindi, di un buon bicchiere di vino o di un sorso di birra fresca durante i pasti? Ma sì, concedetevi questo piacere e brindate…Occhio però: se il bicchiere supera 3 dita, allora siete sulla cattiva strada…
    10. CIBI DA EVITARE. Innanzitutto, occorre ridurre il consumo di dolci, merendine, snack e superalcolici. Con il caldo è meglio lasciar perdere cocktail, salatini e patatine fritte da happy hour, le bevande dolci e le cole gassate, i succhi di frutta industriali e il tè freddo in bottiglia. Anche i dolci da forno, le paste, le torte e le brioches vanno assunti con molta moderazione, lasciandoli ad occasioni particolari. Se proprio volete “sgarrare”, ordinate una bella pizza (ma aggiunte di oli e formaggi stagionati, con ortaggi freschi e poco olio).

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    INTOLLERANZA AL LATTOSIO: COME CAPIRE SE E’ CRONICA O TEMPORANEA

    Si parla di intolleranza al lattosio quando l’organismo non è in grado di digerire correttamente il lattosio a causa di una presenza insufficiente dell’enzima lattasi. Il problema ha origine nell’intestino tenue, dove il lattosio viene scomposto nei due zuccheri semplici che lo compongono: galattosio e glucosio. La scissione del lattosio avviene tramite l’enzima lattasi, il cui compito principale è quello di facilitarne l’assimilazione. Ma, se l’enzima lattasi è carente o assente, il lattosio inizia a fermentare nell’intestino. In questo modo, il lattosio indigerito favorisce la produzione di gas e la comparsa di fastidiosi sintomi come diarrea, stitichezza, meteorismo, flautolenza e gonfiore addominale, che creano molti disagi fisici oltre che un significativo abbassamento della qualità della vita.

     

    PERCHE’ SI DIVENTA INTOLLERANTI AL LATTOSIO?

    Esistono vari gradi di intolleranza al lattosio, che variano a seconda di quanto sia reversibile il deficit di enzima lattasi. Ciò significa che alcuni soggetti intolleranti, a differenza di altri, possono assumere dosi limitate di lattosio senza effetti indesiderati. In ogni caso, intolleranti si può nascerlo, ma lo si può anche diventare. Difatti, l’intolleranza al lattosio può essere di due tipi: genetica o acquisita.

    L’intolleranza genetica al lattosio si manifesta quando l’organismo non è in grado di produrre enzima lattasi a sufficienza. In questi casi, il deficit enzimatico è presente nell’organismo fin dall’infanzia, spesso a partire già dal periodo dello svezzamento.

    Si parla, invece, di intolleranza al lattosio acquisita (o transitoria)  nel caso in cui l’intolleranza si manifesti con il tempo, a qualunque età. Questo tipo di intolleranza secondaria può derivare da diversi fattori, come patologie, lesioni e infiammazioni intestinali, terapie antibiotiche che impediscono l’attività dell’enzima lattasi. In questi casi, però, il problema è temporaneo: può essere sufficiente eliminare per un periodo di 3-6 mesi tutte le fonti di lattosio, per poi reintrodurle gradualmente, favorendo così la risintetizzazione enzimatica. Oppure ricorrere ad un integratore alimentare a base di lattasi per supplire alla carenza enzimatica, come Lactoint Diecimila.

    Difatti, assumere una capsula di Lactoint Diecimila mezzora prima dei pasti garantisce la digestione di 21 gr di lattosio, nonchè la scomparsa di tutti i sintomi grazie all’azione di ulteriori tre principi naturali (Vitamina D3, Coriandolo, Fibra d’Acacia) utili a ripristinare le normali funzionalità intestinali.

     

    QUALI ESAMI ACCERTANO L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO?

    Esistono diverse tipologie di esame per poter individuare l’intolleranza al lattosio.

    Nei casi di sospetta intolleranza genetica, ad esempio, il test genetico sul prelievo di saliva può accertare l’eventuale persistenza o meno dell’enzima lattasi.

    L’esame diagnostico più diffuso per accertare l’intolleranza al lattosio è il test del respiro o breath test all’idrogeno, che consiste nell’analisi dell’aria espirata dal soggetto prima e dopo la somministrazione di una dose di lattosio. Nel momento in cui lo zucchero del latte non viene digerito e inizia a fermentare, infatti, si ha un’iper-produzione di idrogeno: se il test rivela che l’aria espirata è eccessivamente ricca di questo gas, significa che è presente l’intolleranza.

    Eventi

    LA DIETA MEDITERRANEA: NUTRIZIONE E BENESSERE

    La ricerca del benessere psicofisico è uno dei cardini della società moderna e, in quanto tale, non può non passare da una corretta alimentazione. Sempre più, infatti, sentiamo parlare dell’importanza di seguire corrette abitudini alimentari negli individui. Individuare una “dieta perfetta” è, d’altronde, l’ambizione più grande di ogni dietologo e nutrizionista. Noi italiani, da questo punto di vista, godiamo di un vantaggio che deriva da una tradizione secolare, riconosciuta dal novembre 2010 come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO: la Dieta Mediterranea.

    Con il termine “Dieta Mediterranea” si identificano le caratteristiche nutrizionali che accomunano le popolazioni del Mar Mediterraneo, basate su un’alimentazione sana ed equilibrata. Non solo frutta e verdura, ma anche legumi, pesce, carne, olio extravergine di oliva e cereali. Una varietà di alimenti derivante da un particolare ecosistema, quello Mediterraneo appunto, introvabile in altre parti del mondo.

    Ed è proprio la ricchezza tipica del regime dietetico mediterraneo ad attrarre le attenzioni del mondo medico-terapeutico. Difatti, l’elevato potere antiossidante presente nei cibi che compongono la dieta mediterranea non solo è in grado di stimolare le difese endogene dell’organismo. ma anche di prevenire patologie cardiovascolari, neuro-degenerative, infiammatorie e oncologiche.

    L’EVENTO IN PROGRAMMA

    Ed’è proprio da queste premesse che nasce l’idea del convegno intitolato “La Dieta Mediterranea: nutrizione e benessere”, organizzato da Mat Media Srl in collaborazione con Cortex Italia. Un “focus” riservato a 100 professionisti del settore (fra medici chirurghi, biologi, farmacisti e dietisti) dove, in forma interattiva, verrà posto l’accento sull’importanza della divulgazione dei principi base della Dieta Mediterranea, sul profondo legame con i prodotti tipici e le tradizioni del nostro territorio e la positività di questo modello sull’impatto ambientale e sulla sostenibilità.

     

    Il convegno si svolgerà:

    VENERDì 31 MAGGIO 2019

    c/o PALAZZO ABBAZIALE DI LORETO

    via Loreto, 1
    83013 Mercogliano (AV)

     

    Puoi scaricare la brochure con tutte le info ed i dettagli dell’evento cliccando QUI

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    ANADEPIS FUNZIONA e ti spieghiamo perchè!

    Le patologie d’interesse dietoterapico come sovrappeso e obesità, ipercolesterolomia, iperglicemia o qualsiasi altra turba metabolica sono il campo d’azione su cui è stata scientificamente dimostrata l’efficacia di Anadepis.

    Difatti, l’azione degli estratti naturali che compongono Anadepis favorisce l’obiettivo della perdita di peso in un lasso di tempo ragionevole, in associazione ad una dieta ipocalorica prescritta da un nutrizionista e ad un’attività fisica regolare.

    Due mesi rappresentano un lasso di tempo sufficiente non solo per constatare una netta riduzione del peso corporeo di diversi chilogrammi, ma anche per beneficiare di una diminuzione della massa grassa e di un miglioramento dei parametri ematochimici (colesterolo, glicemia e trigliceridi) che prevengono la comparsa del diabete di tipo II.

    Come dimostra l’analisi condotta su un campione di pazienti dal Dr. Serpe (Biologo nutrizionista e ricercatore universitario, specialista in Scienza dell’Alimentazione), è sufficiente assumere due compresse al giorno mezz’ora prima dei pasti principali per ottenere in soli 2 mesi una evidente riduzione della massa adiposa e prevenire qualsiasi rischio metabolico nei soggetti in sovrappeso.

    Puoi richiedere una copia dello studio clinico inviando una mail a: anadepis@cortexitalia.it

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    FESTE FINITE: CON ANADEPIS E’ PIU’ SEMPLICE RIMETTERSI IN FORMA!

    Le feste, si sa, lasciano quasi sempre in dote qualcosa. Vuoi per l’atmosfera gioiosa, vuoi per un ritrovato senso di convivialità, vuoi anche per rituffarci per qualche istante nell’infanzia, spesso in questo periodo tendiamo a lasciarci andare ed a cedere a tentazioni e golosità culinarie senza troppi tentennamenti. Ed è così che i pranzi in compagnia, i cenoni con i parenti, le abbuffate varie si traducono in un accumulo di chili che, puntuali come l’Epifania, presentano il conto al nostro organismo al termine delle festività.

    Cosa fare, in questi casi? Come si fa a rimettersi in carreggiata e tornare in forma?

    Innanzitutto, anche se i chili accumulati appaiono tanti, occorre non perdersi d’animo. Difatti, sono necessarie volontà e costanza per intraprendere un percorso depurativo per il nostro organismo, finalizzato a ripristinare abitudini alimentari sane e regolarità del nostro stile di vita. Fondamentale sarà anche riprendere quanto prima ad esercitare un’attività fisica regolare, abbinandola ad un regime alimentare che possa soddisfare le reali necessità nutrizionali del nostro organismo.

    Da questo punto di vista, ogni dieta o fase depurativa che si rispetti non può non prescindere da un adeguato consumo di acqua (almeno 2 litri al giorno) e dalla scelta di cibi freschi, come frutta e verdura di stagione (carciofo, limone, pompelmo, cavolfiore, finocchio) che facilitano la digestione. Per eliminare le sensazioni di gonfiore e pancia troppo piena, tipiche del periodo post-feste, nonchè agevolare l’organismo nello smaltimento delle tossine accumulate, possiamo ricorrere a fonti integrali di carboidrati complessi (pane, pasta, fette biscottate ecc.) e ad alimenti ricchi di vitamine A, E, C, D e Zinco, nonchè a tisane depurative (menta, zenzero, tarassaco).

    Il traguardo delle nostre azioni sarà non solo il conseguimento di un giro vita più sottile, ma anche quello di raggiungere nel tempo un “circolo virtuoso”, ossia un meccanismo armonico di azioni sinergiche che ci consentano di godere dei benefici apportati dall’ equilibrio fra attività fisica, dieta bilanciata e regolare stile di vita. In virtù di ciò, per aiutarci
    a perdere peso naturalmente e disintossicare l’organismo, possiamo ricorrere ad Anadepis.

    I BENEFICI DI ANADEPIS

    Anadepis è un complesso fitoterapico DRENANTE e DIMAGRANTE a base di 9 ESTRATTI VEGETALI, completo ed efficace coadiuvante nell’ambito di diete controllate o ipocaloriche.

    Grazie all’azione combinata dei suoi ingredienti (Garcinia Cambogia, Licopene , Equiseto, Betulla, Cardo Mariano, Tarassaco) Anadepis oltre a favorire una significativa riduzione del peso corporeo, stimola la diuresi e svolge un’attività drenante e depurativa, contribuendo all’eliminazione dei liquidi in eccesso (ritenzione idrica sottocutanea) e ripulendo l’organismo dalle scorie metaboliche accumulate.

    Associato ad un’idratazione adeguata, Anadepis è una potente arma disintossicante per il fegato, l’organo preposto allo smaltimento delle tossine a cui quotidianamente è esposto il nostro organismo. Le spiccate proprietà antiossidanti e epatoprotettive rendono Anadepis ideale per mantenere le funzionalità del corpo in perfetto equilibrio.

    Anadepis, oltretutto, è un efficace contrasto all’accumulo di grasso, ed è un ottimo alleato anche contro la formazione della cellulite. Inoltre, L’utilizzo di Anadepis stimola lo sviluppo del senso di sazietà, nonchè la produzione di SEROTONINA (l’ormone che agisce sul buon umore e sulla stabilità emotiva), accelerando così il conseguimento dei risultati sperati.

    ANADEPIS=OBBIETTIVO DETOX!

    Il trattamento consigliato prevede l’utilizzo di Anadepis per un tempo continuativo di due mesi, assumendo due compresse al giorno mezzora prima dei pasti principali, per un consumo complessivo di quattro confezioni. Due mesi rappresentano il giusto lassodi tempo per consentire al nostro organismo di ottenere risultati e di giovare di tutti i benefici che Anadepis comporta.

    Non perdere, quindi, la fantastica PROMO DETOX ! Da oggi, grazie alla PROMO DETOX di Anadepis , potrai avere quattro scatole al costo di tre, spese di spedizione incluse! Dimagrire e depurarti in due mesi ti costerà solo 1€ al giorno! 

    Per ulteriori informazioni e dettagli sull’utilizzo di Anadepis, consulta la pagina di prodotto alle sezioni download e informazioni in fondo alla pagina.

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    CON LACTOINT DIECIMILA LA VITAMINA D NON CI ABBANDONA MAI!

    Fin dall’antichità l’uomo è stato a conoscenza della sostanza che oggi conosciamo come vitamina D e dei benifici ad essa correlati ma, solo a partire dal XVII° secolo, si è avuta la prima descrizione scientifica di un deficit di vitamina D, cioè di rachitismo.

    Oggigiorno, possiamo affermare che il fabbisogno organico di vitamina D deriva in gran parte dall’esposizione al sole della cute. Alle nostre latitudini, difatti, circa l’80% del fabbisogno di vitamina D è garantito dall’irradiazione solare, mentre il restante 20% viene assicurato dall’alimentazione. I ricercatori ritengono che, esporre tra le ore 10 e le ore 15 almeno due volte la settimana viso, braccia, gambe e schiena senza protezione solare, sia sufficiente a garantire un buon equilibrio di vitamina D. Tuttavia, non sempre ciò è possibile, soprattutto in funzione delle variazioni climatiche e dei cambi di stagione. In virtù di ciò, gli individui con esposizione al sole limitata o i soggetti più a rischio di insufficienza come gli anziani (sia perché, con l’invecchiamento, la pelle non sintetizza più la vitamina D in modo efficace, sia perché essi tendono a passare più tempo in casa) hanno necessità di aggiungere buone fonti di vitamina D alla loro dieta o assumere una supplementazione farmacologica per raggiungere livelli sierici adeguati.

    SINTOMATOLOGIA e SOGGETTI A RISCHIO

    Le prime manifestazioni di una carenza di vitamina D si accompagnano sostanzialmente a una generica fiacchezza organica, nonchè ad una lenta e progressiva riduzione della forza muscolare (ad esempio, fatica a sollevare le braccia per pettinarsi o a camminare velocemente).

    Da ciò deriva che i soggetti maggiormente a rischio e su cui le manifestazioni della carenza risultano maggiormente visibili sono, oltre agli anziani, gli individui di pelle scura (ad esempio afroamericani), le persone con magrezza spiccata e/o disturbi dell’alimentazione (ad esempio anoressia), le donne in gravidanza o in fase di allattamento, persone affette da patologie dermatologiche estese (ad esempio psoriasi, dermatite atopica, vitiligine) o geneticamente predisposte (ossia con storia familiare di fratture da fragilità ossea).

    Considerando che l’assorbimento della vitamina D dipende molto dalla capacità dell’intestino di assorbire i grassi alimentari, anche le persone obese, o coloro che hanno subito un intervento chirurgico di bypass gastrico, possono avere bisogno di un maggior apporto di vitamina, in quanto il grasso sottocutaneo si appropria della maggior parte della vitamina e modifica il suo rilascio in circolo.

    Inoltre, il malassorbimento dei grassi è associato anche ad una serie di condizioni mediche, tra cui la fibrosi cistica, la malattia celiaca e la malattia di Crohn, nonchè la colite ulcerosa. Le persone afflitte da una di queste patologie potrebbero avere introiti più bassi da alcuni alimenti, quali i prodotti lattiero-caseari (formaggi e latticini in genere), ricchi di vitamina D.

    La stessa intolleranza al lattosio, una delle più comuni forme di malassorbimento intestinale, è spesso correlata a bassi livelli di vitamina D e conseguenza di una dieta non equilibrata, comportando un aumento del rischio di osteopenia, osteoporosi e malnutrizione.

    CONSEGUENZE DERIVANTI DALLA CARENZA DI VITAMINA D

    La vitamina D si misura quantificando i livelli di 25(OH)D (idrossivitamina) presenti nel sangue ed esprimendo la sua concentrazione o in nanogrammi per millilitro (ng/ml). Si parla di insufficienza e di carenza vitaminica D quando i valori sono inferiori a 30 ng/ml (nanogrammo/millilitro) e si

    stima che circa l’80% della popolazione italiana sia carente di vitamina D. Ciò determina importanti ricadute sull’assorbimento intestinale

    del Calcio, sulla diffusione delle malattie dell’osso e sulla mortalità, nonchè l’insorgere di forme di rachitismo nei bambini o di osteo

    malacia negli adulti (quando la crescita delle ossa è cessata), derivanti da un ritardo nella mineralizzazione. D’altro canto, anche le carenze alimentari contribuiscono ad aumentare il rischio di osteoporosi, fratture osteoporotiche e di morbilità gener

    ale. Inoltre, un prolungato introito deficitario di calcio e un conseguente bilancio calcico negativo possono condurre a una situazione di iperparatiroidismo secondario in grado di stimolare un accelerato processo di perdita di massa ossea.

    TRATTAMENTO DELLA CARENZA DI VITAMINA D

    Da oggi, con LACTOINT DIECIMILA, è possibile supplire all’insufficienza di vitamina D e normalizzare lo stato di Ipovitaminosi-D che consente un corretto assorbimento intestinale del calcio, favorendo una corretta mineralizzazione ossea ed un’ottimizzazione delle funzioni immunitarie.

    L’obiettivo del trattamento con LACTOINT DIECIMILA, a cui è consigliabile sottoporsi per almeno 1/2 mesi continuativi, è quello di riportare la concentrazione ematica di vitamina D a livelli adeguati e ripristinarne i depositi in tempi brevi, attraverso la supplementazione di una dose quotidiana di 500 U.I. di Vitamina D3 (1 capsula di Lactoint) per evitare il rischio di carenza o ritornare nella condizioni di precedente insufficienza.

    Le dosi di vitamina D da utilizzare variano a seconda dell’obiettivo del trattamento, ovvero se la finalità è quella di ripristinare i depositi di vitamina D o se, invece, l’integrazione mira solo a prevenire l’insufficienza in quei soggetti in cui il deficit vitaminico D sia già stato corretto, scongiurandone la recidiva.

    In ogni caso è bene ricordare quanto sia sempre opportuno tentare di garantire un apporto vitaminico adeguato con la sola dieta e ricorrere ai supplementi soltanto quando la correzione dietetica non sia sufficiente, facendosi consigliare dal proprio medico la dose minima necessaria a soddisfare il fabbisogno.

    I BENEFICI DELLA VITAMINA D

    In passato vi erano state preoccupazioni per l’aumento del rischio cardiovascolare associato all’assunzione eccessiva di alimenti ricchi di grassi e di calcio (come latte e latticini in genere). Tuttavia, negli ultimi anni tale rischio è stato ridimensionato. Difatti, è consigliabile optare per scelte nutrizionali equilibrate e prediligere prodotti a base di latte scremato, senza eccedere nelle dosi dei formaggi stagionati, in cui il contenuto di calcio è già elevato.

    Recentemente, inoltre, è stato dimostrato come, in ogni fase della vita, un adeguato apporto dietetico di nutrienti fondamentali come il calcio e la vitamina D contribuisca a mantenere la salute delle ossa e a ridurre quindi il rischio di osteoporosi e di fratture in età avanzata…non sottovalutarlo!

    Con LACTOINT DIECIMILA, la vitamina D sarà il tuo prezioso alleato quotidiano!

     

     

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    LACTOINT DIECIMILA: L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO HA LE ORE CONTATE!

    LACTOINT DIECIMILA è un integratore alimentare a base di enzima lattasi gastroprotetta, specifico per l’intolleranza al lattosio. Favorisce il processo digestivo del lattosio, riducendo il gonfiore addominale.

    Grazie all’azione sinergica condotta dalla LATTASI e dalla VITAMINA D3 con il coriandolo e la fibra d’acacia, LACTOINT DIECIMILA è in grado di favorire il processo digestivo, nonchè prevenire le complicanze dovute all’intolleranza al lattosio. Il coriandolo, in particolare, favorisce la digestione dei carboidrati e agisce efficacemente su gonfiore e crampi, che rappresentano lo spauracchio di ogni soggetto intollerante.

    L’azione combinata di questi elementi consentirà l’idrolisi del lattosio in glucosio e galattosio e comporterà l’eliminazione del gonfiore e delle coliche addominali. Inoltre, producendo un effetto calmante e rilassante sulle fibre muscolari degli organi interni, preverrà spasmi intestinali e rischi di osteopenia, osteoporosi e malnutrizione.

    Una regolare assunzione di LACTOINT DIECIMILA, inoltre, consentirà all’organismo di ottimizzare le funzioni immunitarie e sarà utile per prevenire la carenza di calcio e di vitamina D, stimolando il benessere intestinale e riducendo la stitichezza lì dove si dovesse presentare.

    LACTOINT = GASTROPROTEZIONE

    Perchè, a differenza di altri prodotti presenti in commercio, è consigliato assumere Lactoint Diecimila 20/30 minuti prima dei pasti? Perchè, in questo modo, sarà possibile beneficiare totalmente dell’efficacia di tutte le componenti presenti in ogni singola capsula. Tali componenti, difatti, agiscono direttamente nell’intestino, ottimizzando il processo digestivo e ripristinando le funzionalità dell’habitat intestinale.

    Lactoint Diecimila si presenta in capsule vegetali acidoresistenti, che consentono la GASTROPROTEZIONE. Ciò significa che il rivestimento delle capsule è resistente agli acidi gastrici  dello stomaco al punto da evitare l’inattivazione della lattasi, consentendo quindi a tutta la quantità dell’enzima e delle altre sostanze ad esso associate come arrivare integri nel tratto duodenale dell’intestino, senza oltretutto che si disperdano lungo il “tragitto”. In questo modo, si avrà una maggiore garanzia di efficacia nella scissione di tutte le unità di lattasi e si eviterà ogni possibile fastidio digestivo, proprio come normalmente avviene in un soggetto non intollerante.

    Inoltre, Lactoint Diecimila è l’unica lattasi certificata “senza glutine” e inserita ufficialmente nel Prontuario Alimenti per Celiaci – AIC (Associazione Italiana Celiachia) con specifica idoneità d’uso per soggetti celiaci ma anche intolleranti al lattosio. Tale attestazione rappresenta un’ulteriore garanzia di efficacia del prodotto.

    LACTOINT DIECIMILA = IL GIUSTO APPORTO DI VITAMINA D PER IL TUO ORGANISMO!

    E’ stato scientificamente provato come l’apporto costante di VITAMINA D e il suo mantenimento ad un buon livello ematico ottimizzi le funzioni immunitarie del nostro organismo, favorendo l’assorbimento intestinale del calcio e una corretta mineralizzazione ossea.

    Con LACTOINT DIECIMILA è possibile non solo supplire all’insufficienza di vitamina D e normalizzare lo stato di Ipovitaminosi-D, ma anche prevenire l’insufficienza in quei soggetti in cui il deficit vitaminico D sia già stato corretto, scongiurandone la recidiva.

    Difatti, sottoponendosi ad un trattamento di almeno 1/2 mesi continuativi con LACTOINT DIECIMILA, si potrà riportare la concentrazione ematica di vitamina D a livelli adeguati e ripristinarne i depositi in tempi brevi, attraverso la supplementazione di una dose quotidiana di 500 U.I. di Vitamina D3 (1 capsula di Lactoint) per evitare il rischio di carenza o ritornare nella condizioni di precedente insufficienza.

     

     

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    Eventi

    LACTOSE FREE – GLUTEN FREE EXPO

    Anche quest’anno saremo presenti alla fiera LACTOSE FREE/GLUTEN FREE EXPO che si terrà a Rimini dal 17 al 20 Novembre, salone internazionale dedicato ai prodotti Senza Lattosio, Senza Glutine e Bio.

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