INTOLLERANTE AL LATTOSIO? ECCO PERCHE’ POTRESTI SOFFRIRE DI COLON IRRITABILE!

Recenti studi clinici hanno dimostrato come l’intolleranza al lattosio e la sindrome da colon irritabile siano due patologie spesso collegate tra loro. Questo perchè l’intolleranza al lattosio, ovvero l’ipersensibilità a questo zucchero, scatena molto frequentemente problematiche intestinali, fino all’insorgenza della sindrome da colon irritabile.

Che cos’è la sindrome da colon irritabile?

La sindrome da colon irritabile si presenta tipicamente con un fastidio o dolore addominale, che migliora dopo l’evacuazione. L’intestino può essere stitico, diarroico oppure di tipo misto, ossia con alternanza fra stipsi e diarrea. Spesso i pazienti sperimentano una riduzione della qualità della vita, e circa il 60% di essi lamenta anche debolezza ed affaticamento.

L’andamento è cronico con carattere fluttuante e nel corso degli anni le riacutizzazioni dei sintomi coincidono con eventi stressanti, sia di tipo fisico (es. interventi chirurgici, infezioni virali o batteriche), che di tipo psichico (es. stress, separazioni, lutti). Le donne ne sono interessate in misura doppia rispetto agli uomini.

Chi soffre di colon irritabile spesso presenta sintomi anche di emicrania, ansia, depressione, fibromialgia, fatica cronica, cistite e problemi nella sfera sessuale.

Quali sono i sintomi?

La sindrome dell’intestino irritabile è una patologia caratterizzata da dolore addominale, che può essere continuo, crampiforme, saltuario, accompagnato da alterazioni della regolarità intestinale (diarrea, stipsi o alvo alterno).

Quali sono le cause?

Le cause sono molteplici e, nello stesso individuo, non è riconoscibile un singolo fattore scatenante. Da un lato vi sono fattori psico-sociali, come il comportamento verso le malattie, aspetti cognitivi ed emotivi. Dall’altro fattori biologici, come la predisposizione e la suscettibilità individuale, alterazioni della motilità del tratto digestivo, la sensibilità dei visceri, la percezione soggettiva del dolore, la flora batterica ed infezioni intestinali. A complicare il tutto vi possono essere anche intolleranze ed allergie alimentari, l’utilizzo cronico di farmaci (es anti-infiammatori, antibiotici) e lo stress, che possono avere un ruolo nel determinare e perpetuare la presenza dei sintomi.

C’è correlazione tra colon irritabile e cervello?

C’è una correlazione diretta. D’altronde si dice che il colon rappresenta il nostro secondo cervello, che è in continua comunicazione con il nostro “primo cervello”. Si tratta di una correlazione bidirezionale in quanto, se è vero che uno stato psicologico alterato (ansia, depressione) può influenzare la funzionalità intestinale, è vero anche che la sindrome del colon irritabile può compromettere la qualità di vita dei pazienti. Di conseguenza, anche la loro condizione psichica.

Per questo motivo, la sindrome da colon irritabile si presenta spesso in associazione con altri disordini motori del tratto digestivo. Parliamo, ad esempio, di dispepsia funzionale e malattia da reflusso gastroesofageo, così come altre patologie, inclusa la malattia celiaca. Un’alta percentuale dei pazienti, inoltre, presenta cefalea, dolori alla schiena, insonnia, debolezza, fibromialgia, dolore pelvico cronico, e dolore all’articolazione temporo-mandibolare.

Quali sono i possibili trattamenti?

Inizialmente, è fondamentale escludere le cause infiammatorie o infettive che possono manifestarsi con i medesimi sintomi. Successivamente, è possibile intervenire con diverse terapie che agiscano sul dolore, sulla motilità intestinale, sul trofismo della parete intestinale (prebiotici) e sulla flora batterica intestinale (probiotici, antibiotici).

Cosa mangiare in caso di colon irritabile?

Dipende dal tipo di alterazione della funzionalità che il paziente riferisce. Nei pazienti affetti da colon irritabile con prevalente stipsi, è consigliabile assumere fibre e bere circa 2 litri di acqua al giorno. Nei pazienti che presentano un alvo prevalentemente diarroico, le fibre andrebbero ridotte, così come i cibi grassi e quelli integrali.

È stato inoltre evidenziato come spesso anche l’assunzione di alimenti delattosati non porti ad un miglioramento della situazione a causa del consumo di proteine del latte, le quali risultano colpevoli di andare nuovamente ad infiammare e intensificare i problemi legati al colon irritabile.

Dato che esiste un legame tra lattosio, sindrome del colon irritabile e proteine del latte, gli esperti suggeriscono anche di non escludere mai completamente i prodotti lattiero caseari dalla dieta, bensì di limitarsi a moderarne il consumo. Questo consentirà di ripristinare la tolleranza a tali alimenti e, di conseguenza, eliminare le problematiche che colpiscono il colon irritabile.

 

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