Si parla di intolleranza al lattosio quando l’organismo non è in grado di digerire correttamente il lattosio a causa di una presenza insufficiente dell’enzima lattasi. Il problema ha origine nell’intestino tenue, dove il lattosio viene scomposto nei due zuccheri semplici che lo compongono: galattosio e glucosio. La scissione del lattosio avviene tramite l’enzima lattasi, il cui compito principale è quello di facilitarne l’assimilazione. Ma, se l’enzima lattasi è carente o assente, il lattosio inizia a fermentare nell’intestino. In questo modo, il lattosio indigerito favorisce la produzione di gas e la comparsa di fastidiosi sintomi come diarrea, stitichezza, meteorismo, flautolenza e gonfiore addominale, che creano molti disagi fisici oltre che un significativo abbassamento della qualità della vita.

 

PERCHE’ SI DIVENTA INTOLLERANTI AL LATTOSIO?

Esistono vari gradi di intolleranza al lattosio, che variano a seconda di quanto sia reversibile il deficit di enzima lattasi. Ciò significa che alcuni soggetti intolleranti, a differenza di altri, possono assumere dosi limitate di lattosio senza effetti indesiderati. In ogni caso, intolleranti si può nascerlo, ma lo si può anche diventare. Difatti, l’intolleranza al lattosio può essere di due tipi: genetica o acquisita.

L’intolleranza genetica al lattosio si manifesta quando l’organismo non è in grado di produrre enzima lattasi a sufficienza. In questi casi, il deficit enzimatico è presente nell’organismo fin dall’infanzia, spesso a partire già dal periodo dello svezzamento.

Si parla, invece, di intolleranza al lattosio acquisita (o transitoria)  nel caso in cui l’intolleranza si manifesti con il tempo, a qualunque età. Questo tipo di intolleranza secondaria può derivare da diversi fattori, come patologie, lesioni e infiammazioni intestinali, terapie antibiotiche che impediscono l’attività dell’enzima lattasi. In questi casi, però, il problema è temporaneo: può essere sufficiente eliminare per un periodo di 3-6 mesi tutte le fonti di lattosio, per poi reintrodurle gradualmente, favorendo così la risintetizzazione enzimatica. Oppure ricorrere ad un integratore alimentare a base di lattasi per supplire alla carenza enzimatica, come Lactoint Diecimila.

Difatti, assumere una capsula di Lactoint Diecimila mezzora prima dei pasti garantisce la digestione di 21 gr di lattosio, nonchè la scomparsa di tutti i sintomi grazie all’azione di ulteriori tre principi naturali (Vitamina D3, Coriandolo, Fibra d’Acacia) utili a ripristinare le normali funzionalità intestinali.

 

QUALI ESAMI ACCERTANO L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO?

Esistono diverse tipologie di esame per poter individuare l’intolleranza al lattosio.

Nei casi di sospetta intolleranza genetica, ad esempio, il test genetico sul prelievo di saliva può accertare l’eventuale persistenza o meno dell’enzima lattasi.

L’esame diagnostico più diffuso per accertare l’intolleranza al lattosio è il test del respiro o breath test all’idrogeno, che consiste nell’analisi dell’aria espirata dal soggetto prima e dopo la somministrazione di una dose di lattosio. Nel momento in cui lo zucchero del latte non viene digerito e inizia a fermentare, infatti, si ha un’iper-produzione di idrogeno: se il test rivela che l’aria espirata è eccessivamente ricca di questo gas, significa che è presente l’intolleranza.

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